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La Cannabis, trova un largo impiego come terapia di supporto nei pazienti oncologici

Sebbene questa sostanza non sia “ curativa “ in senso stretto, cioè non interferisca o aumenti l’efficacia della chemioterapia, è capace di contrastarne molti effetti collaterali indesiderati.

Il Delta 9 – THC o più semplicemente il THC è solo uno dei circa 100 componenti della pianta di Cannabis Sativa, anche se è quello che sembra avere una maggiore attività psicoattiva.

Se si considerano poi i metaboliti attivi della pianta, si raggiungono quasi 400 sostanze capaci di avere effetti terapeutici .

Tra questi il CBD o Cannabinolo ( o Cannabidiolo )  è uno dei più studiati dopo il THC; questa sostanza sembra essere quella che contrasta gli effetti indesiderati che il THC può provocare, avendo un effetto ansiolitico, anti epilettico e riducendo la potenza psicoattiva del THC.

 

Nel paziente oncologico la Cannabis è stata ampliamente studiata  e molti sono i lavori in letteratura medica che ne confermano l’efficacia.

Tra i vari sintomi correlati alla chemioterapia, uno dei più importanti è la nausea ed il vomito a volte di tale portata da essere invalidante.

Numerosi lavori hanno studiato l’effetto della Cannabis su questo sintomo in corso di chemioterapia e la sua efficacia è indiscussa, anche quando la sua azione è comparata a quella dei  normali farmaci anti emetici.

La società scientifica americana Comprehensive Cancer Network , raccomanda nelle sue linee guida l’uso della Cannabis come farmaco anti emetico ( anti nausea ) in corso di chemioterapia ( www.nccn.org) .

Allo stesso modo , l’anoressia , la mancanza di appetito e la perdita di peso sono problemi che il paziente oncologico spesso si trova a dover affrontare insieme al suo medico.

Non esistono molti possibilità terapeutiche per contrastare questi sintomi nel paziente oncologico, sebbene siano stati condotti studi con terapia ormonale.

La Cannabis ha mostrato la capacità di provocare un aumento dell’appetito in questa popolazione di pazienti, statisticamente significativo, sebbene questo tipo di studio non sia stato condotto su  ampia scala (mentre su modello animale questo effetto è stato ampliamente dimostrato).

La popolazione studiata ha mostrato non solo aumento dell’appetito ma anche una maggiore gradevolezza del gusto del cibo.

Altro sintomo di frequente presente nel paziente oncologico è il dolore, sia questo di tipo infiammatorio o  dovuto a presenza di lesioni ossee o nervose.

Spesso, specie se in fasi avanzate di malattia , questo dolore può essere severo e mal controllato con farmaci oppioidi.

Vari studi hanno dimostrato come la somministrazione di THC in questi pazienti, come coadiuvante della terapia del dolore , riduca la dose necessaria di oppioide, induca un senso di benessere ed un aumento del tono dell’umore, contrastando quindi la depressione spesso presente nel paziente oncologico.

Lo stesso dolore a volte indotto dalla chemioterapia, quale ad esempio il dolore che si può presentare a seguito di uso di Platino o Taxani, generalmente un dolore neuropatico, ha dimostrato una buona risposta clinica all’uso della Cannabis.

Per concludere , la Cannabis ha mostrato di migliorare la qualità del sonno e  di avere effetto ansiolitico.

Circa la possibile attività terapeutica sul tumore “ di per se” sono in corso numerosi studi riguardanti la capacità immunomodulante ed anti tumorale della Cannabis , ma si è ancora ben lontani dal poterle attribuire tale effetto.

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